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Venezia, la città nell' acqua, storia, informazioni e notizie sulla città.
Chiamata Venetia la "X Regio" nell'Impero Romano era costituita grosso modo dai territori che oggi conosciamo come Veneto, Friuli, Trentino e Istria. Il confine meridionale era rappresentato dal mare Adriatico: un'ampia zona soggetta a progressivi mutamenti orografici, con fiumi di ampia portata che, combinando la loro azione con quella dei flutti marini, davano origine a un ambiente di tipo paludoso, con numerose lagune e isolette. Si trattava di un ecosistema "dinamico", una sorta di "via di mezzo" fra l'ambiente dell'entroterra, relativamente stabile, e quello marino.
Questa zona, che faceva parte della terra dei Veneti, assimilati all'Impero, era in epoca romana, abitata da pescatori, "salinari" (addetti, cioè, alle saline), tutti esperti nell'arte di costruire e manovrare imbarcazioni adatte all'ambiente lagunare e fluviale. La stessa zona, tra l'altro, forse per la sua "tranquillità", era usata come "luogo di villeggiatura" dai ricchi abitanti delle vicine città romane (come Padova, Altino, Aquileia).
In seguito all' arrivo degli Unni guidati da Attila, che distrussero Aquileia, arrivarono nella zona molti rifugiati in fuga dalla loro città. A questi si aggiunsero in un secondo momento altre popolazioni che lasciarono la Pianura padana sotto la spinta delle invasioni longobarde del nord Italia nel 568. Queste popolazioni, sembra, diedero inizio alla nascita della città lagunare.
Situata alla frontiera dell'Impero Bizantino, in posizione strategica, sviluppò un grande spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi, e divenne la maggior potenza mercantile medievale italiana.
Le istituzioni veneziane affondano le proprie radici nell'Alto Medioevo, quando, verso la fine del VII secolo, comparve la figura del Doge, probabilmente derivata dal dux bizantino che governava la città allorché essa era nell'orbita della sovranità bizantina (da cui Venezia si rese gradualmente autonoma). Il doge, anche se dotato di poteri molto ampi, veniva affiancato nel governo da una assemblea popolare che, ad un certo punto, fu sostituita dal Maggior Consiglio (espressione dell'aristocrazia) che assunse il ruolo di governo effettivo della repubblica (in realtà esercitato da un ristretto organismo all'interno dello stesso Consiglio) relegando il doge a funzioni onorifiche. Teoricamente eletto a vita, il doge, era in pratica, spesso costretto a rimettere il proprio mandato a seguito di risultati insoddisfacenti del proprio governo.
Dal 1297 l'ordinamento istituzionale della città si orientò verso una forma strettamente oligarchica, infatti, con la "serrata", si stabilì che al Maggior Consiglio potessero partecipare solo coloro che ne fossero già stati membri in precedenza o coloro che, in via eccezionale, fossero proposti dal doge. In questo modo si eliminarono le possibilità di ascesa sociale per la classe borghese, e il potere finì nelle mani di poche famiglie aristocratiche, le quali nel 1325 inasprirono ulteriormente le disposizioni per l'accesso, stabilendo che di quello stesso Maggior Consiglio potessero far parte solo coloro che avessero già ricoperto alte cariche cittadine o loro eredi.
Bloccato in questo modo ogni dinamismo sociale l' oligarchia si definì come classe ereditaria. Questa situazione non fu accettata da tutti senza reazioni, né mancarono tentativi di affermazione di poteri personali. Nel 1355, il doge Marin Faliero tentò di dare alla repubblica un assetto signorile, assumendo gran parte dei poteri, ma il suo tentativo venne prontamente stroncato dal Consiglio. In seguito la città, per prevenire ogni eventuali colpi di mano, istituì il Consiglio dei Dieci, per reprimere le congiure e per mantenere salda l'oligarchia che si era andata formando fino a questo periodo.
Venezia, tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV, aveva unificato il Veneto e parte della Lombardia e aveva continuato le lotte contro Genova per il predominio commerciale sui mari. Fu sconfitta però da Genova nel 1354, la guerra riprese nel 1376, per il possesso dell' isola di Tenedo, all'entrata dello stretto dei Dardanelli, tale isoletta era infatti importantissima per il commercio marittimo nel Mar Nero.
Il conflitto fu detto guerra di Chioggia, perché, i Veneziani, dopo un iniziale successo, furono sconfitti a Pola dai Genovesi che occuparono Chioggia e posero l'assedio a Venezia. I Veneziani, però, riuscirono ad allestire una nuova flotta e ad assediare a loro volta i Genovesi a Chioggia, i quali furono costretti ad arrendersi. Con la pace di Torino (1381) la supremazia veneziana si confermò nel Mediterraneo e segnò l'inizio del declino di Genova.
Alla fine del Trecento, dopo la pace di Torino, per far fronte all'espansionismo del ducato di Milano, Venezia assunse compagnie di mercenari guidate da prestigiosi condottieri come il Gattamelata (Erasmo da Narni) o il Carmagnola (Francesco di Bussone), riprendendo così l'espansione in terraferma, sotto la guida del doge Francesco Foscari e conquistando parte della Lombardia.
Nel 1433, con la Pace di Ferrara, Filippo Maria Visconti fu costretto a cedere, alla città lagunare, Brescia e Bergamo e altre terre con la pace di Cremona. Francesco Sforza in seguito alla Pace di Lodi (1454) riconobbe il confine veneziano all'Adda. I ricchi e fertili possedimenti in terraferma assicurarono a Venezia non solo ingenti introiti, ed un mercato per i suoi prodotti, ma anche sicuri approvvigionamenti quando, in seguito alla caduta di Costantinopoli, aumentò la pressione turca sulla città.
All' apice della sua potenza, Venezia controllava gran parte delle coste dell'Adriatico, molte delle isole dell'Egeo, inclusa Creta. Il territorio della repubblica in Italia si estendeva fino al Lago di Garda ed al fiume Adda. Rispetto agli standard del tempo, il governo dei propri territori fu illuminato e molte delle città controllate da Venezia, come Bergamo, Brescia e Verona rivendicarono la sovranità veneziana durante la minaccia di invasioni straniere.
Sebbene la popolazione della città fosse a maggioranza cattolica, lo stato rimase laico e caratterizzato da un'estrema tolleranza nei confronti di altri credi religiosi e non vi furono nessuna azione per eresia nel periodo della contro-riforma. Questo atteggiamento indipendente e laico pose la città spesso in contrasto con lo Stato della Chiesa.
La perdita di importanza delle rotte mediterranee a favore delle nuove vie commerciali atlantiche aperte dai viaggi di esplorazione e dalla colonizzazione dei nuovi continenti, e l'avanzata dei turchi segnò l'inizio della decadenza della Repubblica. Intanto il patriziato, da ceto mercantile si stava trasformando in aristocrazia terriera perché trovava conveniente investire il loro patrimonio nell'acquisizione di ingenti latifondi nella "Terraferma Veneta".
Nel XVIII secolo Venezia fu la città più raffinata d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il suo territorio comprendeva Veneto, Friuli, Istria, Dalmazia, Cattaro, parte della Lombardia e le isole Ionie. Ma dopo più di 1000 anni d' indipendenza, il 12 maggio 1797 la città venne conquistata da Napoleone Bonaparte che costrinse il Doge Ludovico Manin ad abdicare. E, sciolto il Consiglio della Repubblica Veneta, venne proclamato il Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia e, il 16 maggio 1797 le truppe francesi occuparono Venezia.
Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 termina la Municipalità provvisoria di Venezia e vengono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro. Nasce la Provincia Veneta dell'Austria sotto Francesco II d'Asburgo Lorena, con l'ingresso degli austriaci in città il 18 gennaio 1798.
A seguito della restaurazione dopo il periodo napoleonico, il 9 giugno 1815 con il congresso di Vienna Venezia passa al Regno Lombardo-Veneto e nel 1866 entra a far parte del Regno d'Italia.
Curiosità . . .
C'è una strana storia che riguarda il trafugamento del corpo di S. Marco avvenuto in Egitto; la tradizione vuole che per nascondere alle guardie portuali egiziane il corpo quando venne trafugato, "scaltri" mercanti lo nascondessero sotto uno strato di carne di maiale, notoriamente aborrita dai musulmani. Nella prima metà del X secolo furono due i mercanti veneziani che trafugarono da Alessandria d'Egitto le spoglie di S. Marco evangelista, e la leggenda narra che lui si fosse rifugiato su una delle isole realtine, dopo un naufragio. Il corpo viene quindi "ri-portato" a Rivo Alto e tumulato nell'erigenda cappella del doge, quella che sarà la Basilica di S. Marco. Aldilà di leggende e trafugamenti avventurosi.
In seguito alle leggi emanate dalla Serenissima il 29 Marzo 1516 nasceva a Venezia il primo Ghetto d' Europa. Il ghetto era una zona all' interno dlla città di Venezia all' interno della quale gli Ebrei dovevano abitare e dalla quale non potevano uscire dal tramonto all' alba. Il ghetto era chiuso da cancelli controllati da guardie e ancor oggi si possono vedere i segni dei cardini dei portoni. In quel periodo gli Ebrei il permesso di esercitare solo alcune professioni e quindi erano medivi (in quanto erano i più preparati e abili essendo in grado di studiare testi scritti in arabo), prestatori di denaro (perchè ai cattolici era vietato dalla loro religione), mercanti e "strazzarioli" cioè venditori di stracci. Il ghetto continuò ad esistere come tale con le sue regole per oltre 2 secoli e mezzo fino a quando, nel 1797, Napoleone conquistò Venezia e lo aprì definitivamente eliminando ogni cancello. Gli Ebrei furono così liberi di andare a vivere in ogni parte della Città.
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